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Il Maestro Rodolfo Viola, pittore milanese, uno dei più significativi rappresentanti del panorama artistico contemporaneo presenta le sue gallerie personali, nate dall'entusiasmo e dall'amore intenzionalmente puro per l'arte. La Galleria Strasburgo, inaugurata nel 1966 e situata nel centro storico di Milano, in P.zza San Babila, è divenuto nel tempo uno dei punti di riferimento del collezionismo d'arte internazionale, luogo ideale per amanti ed estimatori della sua inconfondibile abilità pittorica. La Galleria Naviglio, situata invece nella suggestiva cornice del vecchio Naviglio milanese, luogo che lega affettivamente il Maestro alla sua città, viene inaugurata nel 2000. Unico pittore contemporaneo a vantare un'emissione di francobolli della Repubblica di San Marino, che lo affianca ad artisti del calibro di Botticelli, Tintoretto e Guercino. Fondatore del Manifesto dell'Universalismo (1974), movimento di ispirazione culturale a cui il Maestro Viola aveva voluto dare vita per celebrare la reciproca vicinanza e la nobiltà delle espressioni umane nei diversi campi dell'agire umano. Alla sua prima firma si unirono quelle di rappresentanti della cultura come Peter Maag, Giuseppe Marotta, Carlo Mauri e Franco Zeffirelli. L'Universalismo si faceva carne attraverso l'approvazione di un museo a Montecatini: "Il Museo dell'Universalismo: da Rodolfo Viola al futuro". Consacrato pittore del mare dall'Ammiraglio Straulino che ha voluto una sua opera esposta permanentemente sull'Amerigo Vespucci, il suo nome è da sempre legato al mare e alla vela. Dal 1984 è il pittore dell'America's Cup di cui segue le sfide con la forza unica dei suoi colori. Il percorso artistico di Viola rimane unico per la scelta di avvicinare personalmente gli estimatori alla sua arte, rimanendo protagonista attento, professionale e sempre presente per i suoi collezionisti. E' per questo motivo che in Italia le sue opere si trovano in esclusiva proprio presso le sue personali gallerie. All'estero ora in esposizione al Decorative Center di Houston, alla Galleria Bellini di San Diego e in alcune gallerie giapponesi. Fu Pierre Restany, fondatore del neo-realismo e collaboratore dei più importanti musei del mondo, a scrivere di lui, curando la sua seconda monografia: "Si! Viola è pulito, luminoso e trasparente, pieno di finezze gestuali, acrobatiche". Lavorando alla sua prima monografia, il grande critico di Picasso André Verdet ne aveva scritto: "La sua pittura spaziale è fatta di ritmo e di tensione. A volte questo ritmo e questa tensione sono interiori, fissati alla sommità di una calma apparente, a volte esplodono, si infiammano, raggiungono una forza preciclonica, una drammaticità celeste i cui effetti agiscono su di noi come un grandioso spettacolo".