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Acquario Civico - esterno

L'acquario milanese fu costruito in occasione dell'Esposizione
Internazionale di Milano nel 1906 per festeggiare l'inaugurazione del
traforo del Sempione. In questa sede, che faceva parte del "Padiglione
della Pesca", venivano illustrati sia i diversi metodi per la pesca e la
pescicoltura sia la bellezza dei fondali marini. Eretto secondo i dettami
del Liberty viennese, rimane l'unico edificio sopravvissuto alla grandiosa
Esposizione e un piccolo gioiello architettonico.
Numerose sono infatti le case di stile "floreale" sia all'interno della
cerchia dei Bastioni che anche fuori (basti pensare al celebre Palazzo
Castiglioni, eretto nel 1903 dall'architetto Sommaruga in Corso Venezia).,
ma l'Acquario rappresenta per la città uno dei pochi esempi di architettura
Liberty "pubblica". Al termine dell'Esposizione, l'edificio, uno dei pochi
in muratura, fu salvato dalla demolizione e donato al Comune con l'impegno
di condurre l'Acquario e di istituire una Stazione di Biologia e
Bioidrologia Applicata, che venne inaugurata il 29 marzo 1908. Realizzato
su progetto dell'architetto Sebastiano Locati, decorato dall'impresa
costruttrice Chini, dallo scultore Oreste Labò e dalla ditta Richard -
Ginori, è stato il secondo acquario pubblico in Italia dopo l'Aquarium
della Stazione Zoologica di Napoli e il primo in Europa a essere costruito
lontano dal mare.
L'Acquario rimase aperto fino al 1943 quando fu distrutto dai bombardamenti
della seconda guerra mondiale. I lavori di restauro, che durarono venti
anni, riuscirono a riportare al suo aspetto originario il palazzo.
La facciata , ornata da una fontana sovrastata da una grande testa di
ippopotamo, è dominata al piano superiore da un'ampia nicchia con la statua
neobarocca di Nettuno, dio del mare, opera dello scultore piacentino Oreste
Labò. Sotto l'imponente scultura si apre una finestra semicircolare che un
tempo lasciava intravedere al suo interno un acquario o forse più
verosimilmente un terrario. Un apparato decorativo di grande fantasia
abbellisce le pareti esterne secondo il gusto liberty: rilievi con soggetti
di fauna acquatica, opera di Giovanni Chini, si alternano a riquadri
policromi in maiolica della manifattura Richard - Ginori con temi floreali
di elegantissimo disegno. Lungo tutto l'edificio corre un fregio in
ceramica raffigurante pesci che nuotano nel loro elemento naturale.
E' questo uno dei pochi esempi di edificio che racconta sui muri esterni il
suo contenuto storico - scientifico, esercitando così una funzione
didattico - informativa di evidente ed immediato impatto.

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