Altre Foto Panoramiche:
 

Bicocca degli Arcimboldi

Costruito poco dopo il 1450 in quella che era allora aperta campagna estesa fino alle Prealpi, il castello della Bicocca è un'abitazione civile, una villa a due piani di pianta rettangolare, lunga 40 metri e larga 13. Due particolarità che la caratterizzano sono, all'esterno, l'impiego della terracotta modellata, tipica dell'arte lombarda di quel periodo, e all'interno i camini in arenaria e le pareti dipinte e graffite.
Di impianto compatto a base rettangolare, ha il piano terreno aperto a nord da una loggia-portico a cinque arcate, in origine atrio signorile e ricovero di attrezzi rurali. Il primo piano, dove erano gli alloggi padronali, è scandito sui quattro lati da finestre con decorazioni in cotto senza cura di simmetria, ma abbinate spesso a due a due e separate dai camini sporgenti; all'ultimo piano, al di sopra di una preziosa cornice in cotto, è un'altana (salone a terrazzo) ampia quanto l'edificio, aperta da bifore con colonnine e capitello centrale, che fungeva molto probabilmente da granaio e deposito. All'interno, nel Salotto degli Affreschi, è uno dei migliori cicli di affreschi del '400 milanese, raffigurante occupazioni e svaghi delle dame di corte: le scene sono separate da colonne e incorniciate, nella parte superiore, da un fregio rinascimentale, e in quella inferiore, da un motivo a vimini intrecciati; esso sarebbe opera di un artista uso alle decorazioni dei codici e presenterebbe una possibile influenza dell'arte medievale ungherese.
Originariamente la villa apparteneva alla nobile famiglia degli Arcimboldi, che la utilizzava per soggiorni di vacanza e battute di caccia. Estintisi gli Arcimboldi, la Bicocca passò, con i terreni agricoli che l'attorniavano, prima agli Arconati, poi ai Busca, infine ai Sormani; e al tempo di questi ultimi proprietari, sul finire dell'Ottocento, la villa, degradata, era ormai usata come cascina e abitazione dei coloni.
Nel 1918, dopo che ne era stato fatto un primo sommario restauro, la Pirelli l'acquistò in occasione di un ampliamento del suo stabilimento e nel 1922 vi dispose su un piano il Museo dell'Industria della Gomma, destinando il resto della costruzione all'asilo infantile e a una scuola professionale. Dal secondo dopoguerra, trasferite le scuole in altre sedi, l'edificio è utilizzato come sede di rappresentanza del Gruppo. Così come si presenta oggi, la Bicocca è stata riportata dalla Pirelli appieno al suo decoro originale. Dal 1994 al 1996 è stata infatti oggetto di un restauro integrale, opera di una squadra guidata dall'architetto Piero Castellini, che ha lavorato in stretta intesa con la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Milano. Quando si decise di procedere a questo restauro, l'interno presentava soltanto due sale affrescate: per il resto tutte le pareti erano coperte da un anonimo intonaco. Ma sotto quell'intonaco l'ispezione minuziosa dei restauratori permise di rilevare tracce di affreschi: e due anni di certosino lavoro di recupero hanno permesso di riportare alla luce in tutti gli ambienti le decorazioni originali. Oltre a permettere queste emozionanti riscoperte, il restauro ha rianimato i colori originali di tutto il decoro grafico, che per la sua disposizione esalta gli elementi architettonici esterni e interni. A nuova vita sono tornati anche i dipinti sulle pareti dello scalone, che raffigurano soggetti diversi, tra i quali due suonatori di strumenti a fiato e una fanciulla forse intenta alla pesca.
Quanto sono caratteristici i fregi e i festoni che circondano queste figure, altrettanto tipiche sono le decorazioni con motti - Sempre il Dovere e Sempre in Dio - presenti al piano terreno, incorniciati da elementi naturalistici.
L'opera di ripristino ha interessato anche i soffitti, che ora si mostrano nel loro stato originale, per lo più in legno di rovere con travature che formano cassettoni dalle formelle dipinte a tempera, recuperati nella loro integrità. Il restauro ha toccato inoltre sia l'ultimo piano della villa - costituito da un salone a terrazzo (altana) illuminato da aperture a bifora - sia il portico, dove il graffito è stato ricostruito e sono state messe in luce tracce di un affresco. Anche il prezioso giardino circostante è stato integralmente rinnovato.
Il ritorno della Bicocca al suo splendido decoro originale mette oggi a nostra disposizione una chiara testimonianza della vita sociale del XV secolo: testimonianza di particolare rilievo poiché la Bicocca degli Arcimboldi è uno dei rari esempi di architettura civile di campagna quattrocentesca giunti sino a noi.

  1. EN
  2. IT

Bicocca degli Arcimboldi