Civiche raccolte d'arte o musei del castello

Il Grande complesso museale allestito nel Castello Sforzesco si dipana nelle storiche sale della Corte Ducale e della Rocchetta. Secondo il tradizionale senso di visita s'incontra dapprima il Museo della Scultura, con opere dal IV al XVI secolo; l'ampio arco temporale dell'intero patrimonio conservato, e soprattutto la qualità¡ artistica e l'importanza documentaria delle opere, fanno del museo un unicum nella panorama delle raccolte statali e territoriali del capoluogo lombardo.

Al centro della sala 2 troviamo il monumento sepolcrale di Bernaḅ Visconti. Realizzato da Bonino da Campione entro il 1363 per Bernaḅ, che volle il suo monumento equestre nell'abside di San Giovanni in Conca. Il ritratto a cavallo, che richiama la tradizione delle statue imperiali romane, fu commissionato dallo stesso Bernaḅ, valoroso condottiero e signore di Milano dal 1354 al 1385, mentre il sarcofago sorretto da dodici colonne venne eseguito a parte, forse per una diversa sepoltura, e poi riutilizzato come basamento per la statua equestre. La straordinaria scultura fu trasformata in arca funeraria per volere del nipote e genero Gian Galeazzo, che lo fece arrestare e molto probabilmente avvelenare nel 1385. L'intero monumento, che conserva ancora preziose tracce dell'originaria doratura e decorazione dipinta, si impone come una delle opere più importanti delle raccolte del Castello Sforzesco. Originariamente collocato nella chiesa, ora demolita, di San Giovanni in Conca, questo capolavoro ebbe una storia piuttosto movimentata sia a causa dei diversi trasferimenti subiti nel passaggio dalla sede originaria a quella attuale, sia alle operazioni di smontaggio, ricomposizione e restauro. Scolpito in un unico blocco di marmo, ad eccezione della testa, in origine celata nell'elmo e poi sostituita con un ritratto a capo scoperto, Bernabḅ, incede severo e maestoso con una sontuosa armatura "alla leggera", un tempo completamente policromata e costellata di stemmi, motti e imprese araldiche.

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