Poche chiese, in Italia, hanno avuto una costruzione così lenta e complessa come la ebbe il Duomo di Milano; la sua elaborazione comprese un arco lunghissimo di ben cinque secoli durante il quale molte personalità di spicco ruotarono attorno al cantiere chiamate da tutta Italia per dare consigli e pareri. La costruzione del Duomo patrocinata dal vescovo Antonio da Saluzzo, ebbe inizio nel 1386. Per la costruzione del Duomo fu indetto nel 1390 un grande Giubileo, che esortava i milanesi a offrire denaro e manodopera. Il progetto iniziale prevedeva l'uso del cotto ma nel 1387 il duca Gian Galeazzo Visconti, con l'intento di farne il grandioso simbolo del proprio potere, impose l'uso del marmo e le forme più moderne del gotico internazionale. I cinque secoli impiegati a completare l'opera hanno determinato l'evidente commistione di stili che caratterizza la cattedrale milanese. Alla direzione della "fabbrica" furono chiamati architetti lombardi, tedeschi e francesi che, per volere del Duca Gian Galeazzo Visconti, utilizzarono il marmo di Condoglia fatto arrivare lungo i Navigli. Il sigillo A.U.F. (ad usum fabricae), impresso sulle lastre, ne garantiva l'esenzione dai dazi. Consacrata nel 1418, la cattedrale rimase incompleta fino al XIX secolo, quando napoleone, che vi si incoronò re d'Italia, fece avviare i lavori di completamento della facciata. Due sono le grandi opere di restauro eseguite sulla costruzione: la prima nel 1935 e la seconda, più complessa, dopo i bombardamenti aerei del 1943. Infine, l'8 dicembre 1966, fu inaugurato il nuovo sagrato.