Quando nel 1979, dopo un lungo periodo di chiusura per restauri, gli splendidi spazi espositivi del PAC progettati da Ignazio Gardella si sono riaperti al pubblico, mancavano in Italia istituzioni pubbliche impegnate in modo continuativo nel campo dell’arte contemporanea. Il PAC si propose a Milano come struttura agile, simile alle kunsthalle europee, impegnata anche nella prospettiva di apertura di un museo per l’arte contemporanea del quale intendeva essere testimone e luogo di ricerca. Per anni, attraverso la sua attività, le collezioni della città di Milano, già ricche di opere del XX secolo, sono cresciute con l’acquisizione di opere recenti, che hanno sanato molte lacune e contribuito a definire il percorso del futuro museo, poi aperto nel 1984 nella sede provvisoria di Palazzo Reale. Si completava così il vasto organismo delle Civiche Raccolte d’Arte che, forte di una collezione che abbraccia un arco cronologico che va dal paleocristiano all’arte contemporanea, comprendeva i seguenti istituti: il Museo d’Arte Antica e la Pinacoteca del Castello Sforzesco, il Gabinetto dei Disegni, la Galleria d’Arte Moderna, il CIMAC-Civico Museo d’Arte Contemporanea e, legato a quest’ultimo, il PAC.

[Via comune.milano.it website]

Milano

Padiglione d'Arte Contemporanea 01