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Torre Velasca

Verso il centro di Milano, si scorge in lontananza un ideale punto di fuga di cui si intuisce il valore simbolico, pur riuscendone a percepire solo un accennato profilo: si tratta della Torre Velasca, edificio progettato dal gruppo di architetti milanesi BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers) negli anni '50. La Torre Velasca si colloca nella prima generazione moderna della vicenda architettonica italiana, ma al tempo stesso mantiene uno stretto rapporto col contesto milanese in cui sorge, dialogando in particolar modo col Duomo, i campanili della cittā, ma soprattutto col Castello Sforzesco. La torre, con la sua caratteristica forma "a fungo" si staglia nel cielo della cittā integrandosi con le emergenze tradizionali dello skyline, alto 99 metri, del centro di Milano: palazzi, torri, cupole, campanili; essa si rifā alla tradizione lombarda sia richiamando la mole ed il profilo dei torrioni, sia riproponendo la struttura del palazzo medievale che vedeva allineati su un piano arretrato i piani inferiori, generalmente adibiti a magazzini, laboratori o botteghe mentre i piani superiori, generalmente residenziali, sporgevano retti da mensole in legno o pietra. Ma il caratteristico profilo della torre la conseguenza di un lungo intrecciarsi di studi e ragionamenti che trovano il proprio fondamento nel cercare delle risposte logiche e funzionali alle condizioni spaziali entro cui si č dovuta inserire la torre, costretta in uno spazio ristretto alla base, ma libera di espandersi nei piani superiori, ai regolamenti edilizi che imponevano volumi specifichi a seconda delle destinazioni d'uso, ed alle esigenze del richiedente che preferiva una destinazione mista in vista del nascente Quartiere Direzionale destinato esclusivamente ad uffici per grandi aziende.
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Torre Velasca