Altre Foto Panoramiche:
 

Santa Maria delle Grazie - navata centrale

La chiesa fu fondata il 10 settembre 1463 su un terreno appartenente al conte Gaspare Vimercati, comandante delle truppe francesi di Francesco Sforza, accanto ad una cappella di pianta rettangolare già dedicata alla Madonna delle Grazie e tuttora esistente.
La costruzione della chiesa e del convento di Santa Maria delle Grazie fu eseguita dal 1465 al 1482 su progetto di Guiniforte Solari. L'originario assetto architettonico della chiesa, che si conserva solo nel corpo delle navate, si presentava come tipico esempio dell'arte tardogotica lombarda di cui il Solari era un noto rappresentante. L'interno a tre navate con cappelle laterali riproduceva lo schema compositivo tradizionale anche se non mancavano elementi innovativi di chiaro gusto rinascimentale come le colonne in sostituzione dei pilastri e la decorazione pittorica della navata centrale. Dal 1490 in poi, importanti trasformazioni architettoniche vennero realizzate per opera di Ludovico il Moro, che aveva deciso di fare della chiesa il mausoleo della sua famiglia. Il Duca concentra così le sue attenzioni su Santa Maria delle Grazie chiamando alla sua corte i migliori artisti: a Bramante affida l'incarico di costruire la nuova tribuna destinata a sostituire il presbiterio solariano, a Leonardo commissiona l'Ultima Cena mentre Cristoforo Solari deve scolpire il coperchio del sepolcro di Ludovico e della moglie Beatrice da collocare al centro del coro. Il vasto programma del Moro, che prevedeva anche il rifacimento della facciata e della parte delle navate, non viene portato a termine: l'improvvisa morte di Beatrice nel 1497 e la caduta del governo del Moro nel 1499 fermano i lavori mentre risultano completate la tribuna, la sagrestia e l'Ultima Cena, opere importantissime che ancora oggi, nonostante le trasformazioni e i danni del bombardamento del 16 agosto 1943, che distrussero la biblioteca e il chiostro dei morti, costituiscono significativi esempi della Milano rinascimentale. Chiesa e convento di Santa Maria delle Grazie e Cenacolo Vinciano sono inseriti nella lista UNESCO dei beni dell'umanità da preservare.
La fama di Santa Maria delle Grazie è dovuta in modo particolare alla tribuna costituente la parte absidale sull'odierna via Paradosso, aggiunta a partire dal 1492 e che la critica più recente ipotizza appunto costruita su idea iniziale di Donato Bramante.
Non erano trascorsi neppure dieci anni dal completamento della chiesa solariana, che Ludovico il Moro decise di attuare un radicale intervento architettonico con la precisa volontà di creare un tempio - mausoleo e quindi un grandioso edificio a se stante pur collegato al corpo delle navate. Nonostante la mancanza di documenti relativi alla paternità progettuale dell'opera, considerazioni prettamente stilistiche inducono studiosi e critici a parlare di struttura bramantesca.
La tribuna consta di un blocco di base cubico su cui si innestano le absidi laterali e dal quale sporge il parallelepipedo a sua volta absidato del presbiterio; il tiburio sovrastante, a sedi lati. Mostra una loggia ad archi su colonne binate, che senza trabeazioni regge il tetto-
Della facciata è interessante il portale marmoreo.
Energici interventi di restauro vennero messi in opera da Luca Bertrami a partire dal 1895, dopo che l'adiacente monastero domenicano (dal 1553 al 1778 sede milanese dell'Inquisizione) perdette uso di caserma e se ne inizio la demolizione.
L'interno permette di riconoscere perfettamente le due parti: le navate e le cappelle sono ancora legate al retaggio gotico e presentano notevoli decorazioni (affreschi del Butinone, del Montorfano e di Gaudenzio Ferrari, dipinti di Marco d'Oggiono e Paris Bordon); il luminoso vano bramantesco della tribuna, sovrastato da cupola, ha un ritmo monumentale di respiro classico, esaltato dalla mirabile decorazione policroma e a graffito, nel coro, sovrastato da una splendida volta ad ombrello, stalli lignei intarsiati della fine del XV secolo. Dalla tribuna si passa agli ambienti visitabili del convento, rinnovati dal Bramante: il leggero chiostrino, da cui si gode un'impressionante vista della tribuna e la Sagrestia Vecchia, ambiente rettangolare scandito da armadi rinascimentali intarsiati e dipinti, con volta affrescata con un motivo di nodi di carattere leonardesco; vi si accede dal chiostrino, per un portale con porta intarsiata e lunetta affrescata dal Bramantino.

  1. EN
  2. IT

Santa Maria delle Grazie - navata centrale