San Sebastiano
Imboccando la via Torino da piazza Duomo, si nota dopo pochi passi una costruzione rotonda, che vi si affaccia con l'imponenza della sua forma architettonica, ma senza interrompere con una piazza il corso stradale. L'idea di costruire una nuova chiesa venne a san Carlo, durante la peste del 1576, come voto per la cessazione dell'epidemia.. Il progetto venne affidato all'architetto di fiducia dell'arcivescovo milanese, Pellegrino Tibaldi, che scelse appunto la forma di un tempio circolare, un po' ispirato dal Pantheon romano, un po' da tutti gli edifici a pianta centrale che nel corso del Rinascimento vennero posti in opera, a imitazione di modelli antichi. La dedicazione è a S. Sebastiano, santo martire la cui piaghe, inflittegli da frecce, vengono associate alle piaghe della peste, e perciò viene considerato un protettore contro questa malattia. Il tempio venne costruito su una cappella dedicata a S. Quilino già nel secolo XIV.
Il progetto del Tibaldi venne realizzato fedelmente solo nell'ordine inferiore della chiesa , mentre nel 1617 Fabio Mangone modificò la parte superiore dell'edificio creando una struttura più elevata e ampliando la cappella maggiore dove venne posto l'altare principale. All'esterno San Sebastiano presenta oggi un corpo cilindrico diviso da un cornicione, coronato da una balconata in due parti: la parte inferiore, con otto arcate cieche che si rincorrono sulla facciata circolare;la parte superiore rientrante, percorsa da due ordini di finestre e nicchie. L'interno è un ampio spazio circolare, nelle nicchie progettate da Tibaldi, vennero disposti i quattro altari laterali. La prima cappella a destra è dedicata a Sant'Eligio patrono degli orafi, la tavola all'altare è di Andrea Lanzani (1759). La seconda cappella presenta l'Annunciazione e nella lunetta, la "Strage degli innocenti" di Giuseppe Danedi detto il Montalto (1619-1689).Entrando in chiesa si osserva a sinistra la cappella della Pietà con una scultura in marmo di Carrara eseguita da Benedetto Cacciari (1887)e nella lunetta, un dipinto di Filippo Abbiati(1640-1715); pure dell'Abbiati, sono visibili due tele nella successiva cappella dedicata a San Sebastiano, mentre all'altare la copia della tavola del Martirio di San Sebastiano di Vincenzo Foppa, ora conservata nei Civici Musei del Castello. L'altare maggiore, ricco di marmi, fu disegnato da Giuseppe Merlo(1759), alla sua sinistra è collocata la tavola attribuita al Barocci "Presentazione al Tempio", in noce e radica; nel profondo presbiterio sono collocate altre tele tra cui San Carlo fra gli appestati ed "Estasi di San Filippo Neri" (primi decenni del '700).Nel 1833 il pittore Agostino Comerio affrescò la cupola con "Mistero della Resurrezione" e lo stesso iniziò la decorazione del tamburo con i Dottori della Chiesa San Gregorio, Sant'Ambrogio, San Gerolamo, e Sant'Agostino. San Sebastiano è anche patrono dei Vigili Urbani di Milano che lo onorano in questo tempio , altrettanto fanno gli orafi che venerano il loro patrono Sant'Eligio, i calzolai, invece, sono devoti a San Crispino e Crispiniano. Infine molte associazioni d'arma sportive e culturali nonché gruppi di reduci dai campi di prigionia, convengono in San Sebastiano per commemorare i loro defunti.