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Arco della Pace

L'arco della Pace si staglia, con i due caselli daziari, al centro del piazzale che funge da testata della strada del Sempione. L'arco, detto anche del Sempione, fu iniziato nel 1807 su progetto di Luigi Gagnola, che s'ispirò alla tipologia a tre fornici e in particolare a quello di Settimio Severo nel Foro Romano (con un passaggio centrale affiancato da due passaggi laterali più piccoli). Nel 1808 era costruito fino all'imposta dei fornici laterali; i lavori ripresero nel 1826 per interessamento di Francesco I Imperatore d'Austria cui, dopo Napoleone Bonaparte, si deliberò di dedicare l'opera col nome di arco della Pace per ricordare la pace europea del 1815. Dopo la morte del Gagnola (1833), l'opera fu compiuta e inaugurata il 10 settembre 1838 dall'imperatore Ferdinando I in occasione della sua incoronazione a re del Lombardo - Veneto. Nel 1859 divenne monumento all'indipendenza dell'Italia e le iscrizioni nell'attico, dedicate a Francesco I e Ferdinando I, furono sostituite dalle attuali inneggianti all'indipendenza. L'esterno è costituito da granito di Baveno con rivestimento in marmo di Creola d'Ossola; i due prospetti sono ritmati da quattro colonne corinzie scanalate. L'attico, che reca sulle fronti le iscrizioni, è sormontato dalla colossale Sestina della Pace, in bronzo, di bbondio Sangiorgio, e da quattro Vittorie a Cavallo (una per angolo) di Giovanni Putti; sopra la trabeazione sono le raffigurazioni dei quattro fiumi principali del Lombardo-Veneto: il Po e il Ticino di Benedetto Cacciatori; l'Adige e il Tagliamento di Pompeo Marchesi. Una ricca decorazione plastica, si svolge sulle fronti e suoi lati. I rilievi illustrano per lo più episodi della Restaurazione.
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Arco della Pace