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Rotonda della Besana - portici

Poco a sud, di Porta Vittoria a poca distanza dal palazzo di Giustizia di Milano, si trova la Rotonda di Via Besana, più correttamente chiamato complesso di S. Michele ai nuovi Sepolcri ma anche detto Foppone dell'Ospedale.
La Rotonda di via befana si presenta all'esterno come una sorta di recinto circolare in muratura, le cui pareti rivestite di mattoni a vista sono scompartite da lesene che reggono arcate in lieve risalto sopra ampie finestre. All'interno, un porticato formato da esedre simmetriche racchiude un ampio prato in mezzo la quale si erge una chieda a croce greca.
Le origini di questo complesso, nella cui denominazione attuale non rimane traccia della sua antica storia, risalgono all'epoca della dominazione spagnola di Milano e più precisamente alla fine del XVII secolo, quando, per questioni igienico-sanitarie, si avvertì la necessità di dotare la città di un sepolcreto recintato. Per questo scopo il Capitolo della Ca' Granda, l'Ospedale Maggiore di Milano, scelse il terreno esteso tra le siepi e le rogge a ridosso delle mura spagnole, tra Porta Romana e Porta Tosa.
Nel 1700 fu consacrata la Chiesa, a croce greca con cupola nascosta da un tiburio ottagonale, costruita da Attilio Arrigoni, ingegnere dell'Ospedale.
L'area sepolcrale, subito ribattezzata Foppone (grande fossa), si rivelò ben presto inadeguata e nel 1713 furono affidate all'ingegner Carlo Francesco Raffagno la ristrutturazione della Chiesa e dei sepolcreti e la realizzazione di un ampio porticato con le cripte per le sepolture. I lavori terminarono nel 1732 e l'area rimase in uso fino al 1782, quando l'imperatore d'Austria Giuseppe II proibì le inumazioni in città.
Durante il dominio francese il complesso venne utilizzato come caserma di cavalleria, mentre con il ritorno degli austriaci la Chiesa fu riaperta al culto.
Dopo il 1821 la Rotonda divenne fienile, magazzino militare, deposito di merci in quarantena e scuderia dell'esercito austriaco. Nel 1858 l'Ospedale di Milano rientrò in possesso dell'edificio e lo convertì dapprima in cronicario e reparto d'isolamento per malattie contagiose, poi in pinacoteca per la raccolta dei ritratti dei benefattori della Ca' Granda e infine in lavanderia.
Nel 1939, dopo un periodo di totale abbandono, la Rotonda fu ceduta al Comune che, in seguito ad importanti lavori di restauro svolti alla fine degli anni cinquanta, ne destinò la chiesa a centro permanente di manifestazioni culturali e gli spazi aperti a parco pubblico.
I lavori svolti dal 2001 al 2002 hanno interessato la chiesa sconsacrata di san Michele. La Rotonda è oggi sede comunale per mostre temporanee.

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