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Università Statale - chiostro

L'Università degli Studi di Milano ha sede nell'edificio dell'antico Ospedale dei Poveri voluto da Francesco Sforza duca di Milano e da sua moglie Bianca Maria Visconti (sec. XV) e chiamato familiarmente dai milanesi "la Ca' Granda".
Il progetto fu affidato da Francesco Sforza all'architetto toscano Antonio Averlino detto il Filarete (1400-1469).
Il progetto dell'edificio, che con oltre 43000 mq è uno degli elementi più riconoscibili della topografia cittadina, venne minuziosamente descritto dal suo autore nelle pagine del celebre "Trattato di Architettura": due corpi (uno per gli uomini, uno per le donne) suddivisi entrambi da quattro cortili interni quadrati, erano collegati fra loro da altri due cortili delle medesime dimensioni, fra i quali era collocata la chiesa, a formare un tracciato di dieci quadrati uguali.
La prima pietra fu posta solennemente il 12 aprile 1456 .
L'edificio fu completato nei secoli seguenti fino all'Ottocento, sempre grazie a lasciti e donazioni di cittadini milanesi che ritenevano doveroso contribuire al completamento e al funzionamento dell'Ospedale. Fonte di introiti era anche uno speciale giubileo (la cosiddetta "Festa del Perdono") che si celebrava ogni due anni il 25 marzo, festa dell'Annunciata, sotto la cui protezione l'Ospedale era posto .
L'architetto toscano condusse i lavori fino al 1465, impostando la sola ala destra verso la basilica di San Nazaro Maggiore
Della facciata si deve al Filerete il piano terreno (1460-1465) mentre il piano superiore è da ritenersi opera del successore Guinforte Solari (1465-1481). A questo successe G.B. Pessina a cui fu dato l'incarico di rivedere il progetto originario insieme a Francesco Maria Ricchino; Fabio Mangone, Crespi detto il Cerano. Il Ricchino è ritenuto l'effettivo ideatore del grande cortile barocco come della fronte secentesca verso la via Festa del Perdono. Ulteriori lavori, diretti prima da Pietro Giorgio Rossone e poi da Attilio Arrigoni, si arrestarono nel 1695 con la costruzione del cortile delle Balie e dell'ala a destra della chiesa, verso il naviglio, con il caratteristico portale ad arco mistilineo a spalle bugnate; nel 1797 fu completato il perimetro esterno da Pietro Castelli.
Il complesso architettonico ha rappresentato per secoli in Italia e in Europa un esempio di avanzata struttura ospedaliera. Esso è stato adibito ad ospedale fino alla seconda guerra mondiale. Nel 1939, l'Ospedale fu trasferito nel quartiere periferico di Niguarda. Nella Ca' Grande rimangono gli uffici amministrativi dell'Amministrazione Ospedaliera e dell'Archivio dell'Ospedale, fonte essenziale per la storia del territorio milanese.
Nell'agosto 1943 fu quasi completamente distrutto dai bombardamenti . Alla fine della guerra l'edificio venne assegnato all'Università degli Studi di Milano; i lavori di ricostruzione iniziarono nel 1949 e l'Ateneo vi pose ufficialmente la sua sede nel 1958.
Questo prestigioso monumento è la sede centrale dell'Università. Più precisamente qui si trovano: il Rettorato, alcuni Uffici amministrativi e due Facoltà umanistiche (Giurisprudenza, Lettere e Filosofia). Frequentemente diventa sede di manifestazioni culturali e di congressi scientifici nazionali e internazionali
La fronte su Via Festa del Perdono, lunga ben 282 metri, presenta affiancati i successivi corpi di fabbrica corrispondenti alle varie fasi della costruzione.
A partire dal tratto di strada verso via Laghetto, si osserva dapprima la fronte neoclassica d'intonaco rosso scuro (1). Segue l'ala seicentesca in cotto, con al centro il portale a due ordini (2), coronato da un timpano; nelle nicchie inferiori le statue di S. Carlo e di S. Ambrogio di G.B. Bianco (1630), nelle superiori, "L'Annunziata e l'angelo" di Giovanni Pietro Lasagna (1635). Le bifore del piano terra, comprese entro archi che continuano quelli della successiva loggia filaretiana, sono attribuite a Camillo Procaccini. L'ala quattrocentesca (3) si affaccia su Largo Richini e presenta, su uno zoccolo aperto in origine da botteghe, un portico con colonne di pietra che sorreggono archi a tutto sesto. Sopra il portico, l'elaborata fascia ad archetti e tondi, le bifore inserite nei riquadri sul fondo piano di mattone a vista, il cornicione di laterizio a più ordini sovrapposti sono opere disegnate probabilmente da Guinforte Solari ed eseguite dal fratello Francesco. Esse illustrano la fase iniziale del decoro, completato nel '600, dai tondi con busti marmorei.


Dal portale si accede al cortile centrale opera di Francesco Maria Ricchino. A sinistra, in fondo, il gesso di una colossale statua di S. Ambrogio (5) di Adolfo Wildt (1868 - 1931). A destra, percorrendo il lungo porticato che si affaccia su largo Richini, si accede al Cortile dei Bagni (6), aperto forse nel 1467-73. Dal cortile centrale, un breve passaggio coperto a destra immette nel Cortile della Spezieria (7), forse il più antico e il meno danneggiato dalle bombe. Sempre dal lato destro del cortile centrale da una porta sopra la quale è apposta la lapide della fondazione dell'ospedale, si entra nella Grande Crociera (9), l'infermeria a croce greca i cui bracci separano i quattro cortili. A destra degli uffici di Segreteria è l'accesso al Cortile della Ghiacciaia (10), a fianco del quale si trova il Cortile della Legnaia (11). Dal Cortile della Ghiacciaia si esce verso la facciata su via Francesco Sforza All'estremità sud della facciata sono visibili il Portico Meridionale, in corrispondenza dell'attuale parcheggio sotterraneo, avanzi dell'antico Porticciolo dell'Ospedale (14), derivato dal naviglio che correva lungo l'edificio. Dal cortile centrale si accede all'ingresso della seicentesca Chiesa dell'Annunciata (15), a pianta centrale e cupola; sull'altare maggiore, "Annunciazione" del Guercino (1639).
Da via Francesco Sforza si raggiunge la sede dell'Amministrazione degli Istituti Ospedalieri (16), preceduta da un giardino con sculture in bronzo e cemento di Angelo Biancini che custodisce parte dell'Archivio dell'Ospedale.

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