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Duomo, interno - altare

Il senso di grandiosità colpisce subito il visitatore, la cui attenzione viene sollecitata da numerose particolarità. La chiesa lunga esternamente 157 metri, e larga al transetto 92 metri, con una superficie di 11.700 mq, con ben 3.400 statue. La pianta a croce latina, lo spazio del braccio lungo articolato in cinque navate, quello del transetto in tre. Lo sguardo corre subito verso l'altare posto in una zona leggermente sopraelevata, accompagnato in questa sua corsa dalla scansione ritmica data dai pilastri, il cui capitello davvero originale: si tratta di otto nicchie popolate da statue di martiri fino all'altezza dell'altare, e da statue di angeli nella zona absidale. La navata centrale più alta delle laterali che conservano sulle volte la decorazione ottocentesca a finto traforo; le volte sono a sesto acuto, elemento tipico del gotico, così come tipiche sono le vetrate, che illuminano l'interno con giochi di luce e colore, narrando al tempo stesso vite di santi e passi delle sacre scritture. Lungo le navate laterali corrono alcuni sarcofagi di vescovi milanesi o di personaggi particolarmente importanti per la storia del monumento, seguono poi una serie di altari laterali, che proseguono anche lungo i bracci del transetto, risalenti al XVI secolo. Tappe importanti della visita al Duomo sono: il monumento funebre a Gian Giacomo Medici di Marignano, detto il Medeghino (1563), opera di Leone Leoni, il Coro ligneo, la Cripta e lo Scurolo di San Carlo Borromeo, il Tesoro con pezzi di pregiatissima arte sacra. Poi ancora il candelabro Trivulziano, della fine del XII secolo, opera del bronzista Nicola da Verdun, la vasca in porfido egiziano (ora battistero, IV sec. d.C.). Le più antiche vetrate sono quelle delle prime sei finestre a destra (XV sec.). Infine il Museo del Duomo (nel vicino Palazzo Reale), indispensabile completamento della conoscenza del tempio.




Musica scelta per voi dal Maestro Direttore Reggente della Cappella Musicale del Duomo Claudio Riva.

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>Marco Enrico Bossi (1861-1925)
"Entrée Pontificale"
per due organi - parte finale - organisti: Luigi Benedetti ed Emanuele Vianelli

"Ben prima della Cappella Musicale è attestata la presenza degli organisti. Il primo fu Monti da Prato nominato nel 1395. Molti anche i musicisti che dedicarono composizioni agli   organi presenti in   Duomo. Un esempio ne è la "Entrée Pontificale" per due organi di Marco Enrico Bossi (1861-1925), importante figura nel rinnovamento del gusto organistico in Italia fra 1800 e 1900."

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