Come in ogni grande città, anche a Milano i palazzi degni di nota sono molti. Numerose, infatti, erano e sono le famiglie importanti che hanno dato lustro alla città e numerosi i mecenati che hanno contribuito all'attuale strutturazione urbanistica. Passeggiando a piedi per le vie del centro, è facile accorgersi della mescolanza di stili che inevitabilmente si è creata nel corso del tempo; verso la periferia, invece, prevale l'architettura moderna e il cosiddetto postmoderno. Può rivelarsi interessante invertire il percorso tradizionale e partire per una visita dalle zone meno note che custodiscono palazzi e strutture recenti. Il Novecento è stato senz'altro il secolo che ha contribuito maggiormente a realizzare strutture destinate a scopi industriali o aziendali. L'esempio più eclatante è il polo fieristico di Rho-Pero realizzato su progetto di Massimiliano Fuksas, con la caratteristica copertura "a vela" in vetro e intelaiatura d'acciaio che sostituisce la Fiera Campionaria di piazza VI febbraio, composta da padiglioni più modesti, ma simbolo indiscusso di quella Milano degli affari tanto celebrata. A cavallo tra anni Sessanta e Settanta, il Palazzo Mondadori e il Palazzo dello Sport, presso lo stadio di San Siro, sono i due simboli dell'industria della cultura, nella quale Milano si è sempre distinta, e del piacere dell'attività fisica. Gli appassionati degli anni Cinquanta troveranno nella Torre Velasca e nella sua particolarissima silhouette un esempio davvero più unico che raro, oltre naturalmente al Grattacielo Pirelli e al vicino complesso per i Servizi Tecnici del Comune di via Melchiorre Gioia. I due decenni precedenti sono ben rappresentati dal Palazzo di Giustizia di corso di Porta Vittoria, dal Palazzo dell'Arte e dall'Arengario. Una menzione spetta all'architettura razionale degli anni Trenta che ha prodotto in città diversi gruppi abitativi, ma l'edificio maggiormente noto è il Palazzo Montedison di largo Donegani 2. La vitalità e lo slancio di inizio secolo trovano nel Liberty la loro piena manifestazione e Milano ne offre esempi pregevoli nelle vie traverse di corso Buenos Aires. Chi predilige uno stile di più imponente, ma ugualmente ornato, non ha che da percorrere corso Venezia, dove le abitazioni ottocentesche si ergono vicine e in rapida successione: la Casa Rossa di Andrea e Giovanni Boni spicca tra le altre. I palazzi del centro, nel complesso, appaiono ai turisti di stampo neoclassico: la ragione è storica e risiede nel dominio asburgico della città negli anni cruciali di rinnovamento politico e intellettuale seguìti all'Illuminismo. Per le famiglie più in vista di allora era un vero punto d'onore aggiornare le proprie dimore secondo i nuovi canoni della moda europea. Nascono così Palazzo Reale, Palazzo Marino, Palazzo Belgiojoso e Palazzo Serbelloni, solo per ricordare i più noti, ma ce ne sono molti altri da ammirare, se si ha un po' di tempo a disposizione. In questa austera magnificenza, qualche esempio di intromissioni novecentesche si può notare nel palazzo Hoepli, nell'omonima via, che risale al 1957 e nel recente restauro del corpo principale del Teatro alla Scala a cura dell'architetto Mario Botta. Del periodo più antico, quello medievale, restano poche tracce: ne fa memoria il Palazzo della Ragione, presso la Loggia dei Mercanti, modificato poi in epoca barocca.