Se in ogni dove sono notissimi gli skyline delle grandi città americane, i panorami delle città italiane andrebbero senz'altro rivalutati. Ben si presta a questo scopo il profilo di Milano che unisce, se osservato dall'alto, l'antico e il moderno. Nelle giornate serene e ventose, vale senz'altro la pena di recarsi in un luogo sopraelevato, per ammirare la distesa a perdita d'occhio di case e palazzi, intervallate da non poche aree verdi. In tale modo si comprende bene la posizione centrale di Milano all'interno della Pianura Padana, anche perché, complice il bel tempo, sarà possibile vedere il cerchio delle Prealpi e delle Alpi che circonda la città. In questo modo risalterà ancora meglio la pianta centrale di Milano, con le vie principali che si distendono come raggi dal centro verso la periferia. Così guidati, anche gli occhi dei meno esperti riconosceranno a prima vista alcuni edifici dalla sagoma caratteristica. Tra questi si osserva una proporzione equilibrata tra quello che potremmo definire il sacro e il profano: il numero dei campanili si alterna in modo perfetto agli edifici destinati al lavoro e all'uso abitativo. Se l'altezza del Grattacielo Pirelli non ha ancora rivali, non meno belli risultano dall'alto i campanili di San Lorenzo, di San Marco e di Sant'Eustorgio che si distingue tra gli altri per la stella cometa in ferro battuto. Da diversi punti della città, anche periferici, si avvista poi la Torre Velasca che spicca per la sua originalissima struttura a fungo, accompagnata poco oltre dal grattacielo piatto della Terrazza Martini. Sarà agevole individuare il doppio campanile e il triangolo della Basilica di Sant'Ambrogio, mentre di ampio respiro è la vasta area verde che circonda il Castello Sforzesco con la Torre del Filarete, che dona un po' di aura fiabesca alla Milano disincanta degli affari. Altrettanto grande verso Nord è la spianata che circonda l'imponente struttura bianca della Stazione Centrale, tanto denigrata dal basso, quanto piacevole dall'alto, "decorata" da un groviglio di binari e dalle lunghe tettoie in vetro. Il progetto di riqualificazione dell'area della Fiera di Milano contribuirà a cambiare sensibilmente il profilo della città. La costruzione di tre nuovi grattacieli dalle sagome estrose scalzeranno il primato del Grattacielo Pirelli. I Milanesi, con la loro proverbiale capacità di appioppare nomi a ogni cosa, li hanno già chiamati significativamente il Gobbo, il Dritto e lo Storto. Come appare, invece, Milano by night? L'illuminazione non manca, anche se è relativamente più modesta rispetto a quella delle città a maggiore vocazione turistica. In alcuni periodi dell'anno, dal Parco Sempione si può ammirare un gradevole spettacolo di fuochi artificiali, oltre alla fontana antistante l'ingresso che zampilla getti d'acqua e di luce. Una specie di protezione laica è creata dal vicino ripetitore della RAI, illuminato da neon che variano in intensità e colore. Se poi si ha la possibilità di salire a un piano alto di una casa, ci si stupirà di scoprire il lato romantico dei Milanesi che si affidano alla loro Madonnina, risplendente di luce, mentre sovrasta un pizzo di marmo nel nero della notte.

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