A volte i turisti dimenticano che anche Milano ha i suoi corsi d'acqua: la cosiddetta cerchia dei Navigli, infatti, percorre la città da oltre nove secoli. Fino agli anni Trenta del Novecento, l'intero percorso dei tre Navigli principali era scoperto. Come si ricostruisce dalle stampe dell'epoca, Milano assomigliava a una Venezia senza laguna o, per meglio dire, a una piccola Amsterdam. Questa caratteristica ha fatto sì che a Milano non siano mai mancate, anche in passato, le possibilità di praticare alcuni sport che richiedono la presenza dell'acqua. Già Alessandro Manzoni ricorda che, d'inverno, suo figlio Pietro andava a pattinare sul ghiaccio, creato fermando la corrente del Naviglio Grande. Un rilievo importante è poi sempre stato occupato dal canottaggio, mentre in alcuni punti dei Navigli si poteva e si può ancora oggi nuotare. La città era ricca di ponti in ferro battuto o in pietra e, ad alcuni incroci, si nota un piccolo dosso nell'asfalto. Per venire incontro alle esigenze di un traffico automobilistico che si faceva via via più convulso, i canali sono stati coperti e resi transitabili. Ciò che oggi si può ancora visitare in città è solo una piccola parte dell'intero tracciato che comprende il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese e il Naviglio della Martesana. I Navigli sono canali artificiali costruiti per trasportare materiali utili. Il Naviglio Grande deriva la propria acqua dal fiume Ticino e, reso navigabile da imponenti lavori, era solcato dai barconi da carico e dalle chiatte. Il famoso sistema delle chiuse, dighe che permettono l'abbassamento e l'innalzamento del livello dell'acqua, è stato sempre attribuito a Leonardo da Vinci. Oggi, invece, gli studiosi ne dubitano, sostenendo che il sistema fosse stato elaborato in precedenza da architetti lombardi e poi perfezionato da Leonardo. Uno scorcio pittoresco è costituito da via Tortona, dove l'Osteria del Binari, detta così perché è vicina alla Stazione di Porta Genova, accoglie i raffinati buongustai di specialità tutte lombarde. Forse non tutti sanno, invece, che il Naviglio Pavese scorre per ben trentatre chilometri! Il progetto costruttivo risale alla fine del Cinquecento, ma fu realizzato solamente sotto Napoleone. Un tempo questo corso d'acqua era adibito al trasporto di generi alimentari. Oggi, purtroppo, le condizioni delle acque non sono eccellenti, anche se il fascino di un pranzo su uno dei barconi ormeggiati lungo le Alzaie fa dimenticare i problemi di inquinamento. Lo stesso si può dire del Naviglio della Martesana che è il più antico dei tre. Fu voluto e terminato nel 1465 dal duca Francesco Sforza che contava di battere ogni record di viaggio: da Vaprio d'Adda arrivava in quindici ore a Milano presso la Cascina delle Mele; venne poi prolungato fino a piazza San Marco. Le rive che lo circondano sono ideali per una gita in bicicletta tra splendide ville e natura. Il suo bello è che circonda venti ettari di area verde, il Parco della Martesana, popolata da anatre, folaghe e gallinelle d'acqua, dove spicca l'ex abbazia romanica di Santa Maria Rossa che conserva intatta la facciata originale.

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